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Rasurbo GaminX & Power 650W: gaming per tutti

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Indice
Rasurbo GaminX & Power 650W: gaming per tutti
La confezione
L'unità
L'unità-segue
Configurazione test
Risultati
Conclusioni
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Hwproject.net ha testato GaminX & Power GAP656, un alimentatore Rasurbo pensato per i giocatori.

Rasurbo è un'azienda tedesca che si occupa di progettare e realizzare di vari componenti per personal computer, quali case, ventole e, appunto, alimentatori. La missione aziendale è quelle di fornire prodotti di qualità ad un giusto prezzo; vediamo se gli ingegneri tedeschi sono riusciti a tradurre in pratica i propri ideali.



Ad un primissimo contatto con la confezione della PSU non si può non rimanere basiti; al centro di un'immagine colorata e accattivante fa bella mostra di sé la dicitura "Power for Gamer", ovvero "potenza per giocatori". I videogiocatori necessitano di pc molto potenti per godere appieno degli ultimi videogames, ricorrendo dunque a configurazioni che possono adottare CPU quad core e più di una VGA (o una VGA dual-gpu); Rasurbo raccoglie dunque una sfida complessa, quella di soddisfare l'utenza gamer mantenendo comunque un prezzo d'acquisto contenuto.


Sgombriamo subito il campo da equivoci: sulla confezione viene indicata la presenza di due soli connettori PCIe, peraltro a sei pin, il che preclude l'acquisto dell'unità a chi ha in mente una configurazione SLI o Crossfire con VGA di ultima generazione. Aggiungiamo che, inoltre, sarebbe stato utile trovare almeno un connettore PCIe a 8 pin (6+2), richiesto oramai da molte VGA odierne, come ad esempio la nuova nata in casa Radeon HD4850X2 o la sorella maggiore HD4870X2. Nel caso possedeste una di queste vga dovreste ricorrere ad un adattatore esterno, non fornito in bundle con l'unità. Si delinea dunque il vero target della PSU, ovvero il videogiocatore che, non disponendo di un budget illimitato, desidera divertirsi con i moderni titoli 3D senza tuttavia perdere di vista il portafoglio.


Continuando con l'analisi della confezione, troviamo su di un lato della stessa i dati di targa dell'unità; si tratta di una presenza gradita, che permette all'utente di scegliere il prodotto con cognizione di causa. Sempre sulla confezione sono elencati gli highlights del prodotto, ovvero:

  • chassis con combinazione di colore arancione-nero;
  • connettore ATX 20/24 pin;
  • quattro connettori S-ata;
  • due connettori PCIe 6 pin;
  • ventola silenziosa 120 mm;
  • over-voltage protection (OVP);
  • over power protection (OPP);
  • short circuit protection (SCP).

Prendiamo ora in esame direttamente l'alimentatore. Aperta la confezione, ci troviamo di fronte all'unità, protetta da un imballaggio adeguato, e poco altro: sono presenti infatti soltanto un cavo di alimentazione e quattro viti per il fissaggio della PSU al case del nostro personal computer. Non facciamoci tuttavia trarre in inganno; siamo abituati a bundle più ricchi perché ci capita spesso di avere a che fare con alimentatori modulari, che forniscono a corredo tutti i cavi necessari ad alimentare le nostre periferiche. Rasurbo ha invece optato per un design non modulare, per cui tutti i cavi sono connessi direttamente alla PSU. Ad un primo impatto notiamo il peso contenuto dell'unità, che, assieme ad allineamenti non proprio precisi delle lamiere, contribuisce a restituire una moderata sensazione di solidità. Lo chassis presenta dimensioni molto contenute, pari a 150x140x86 mm, merito anche del design non modulare. Si tratta dunque di un alimentatore in grado di trovare spazio anche nei pc più angusti. Il raffreddamento dei componenti interni è svolto da una ventola da 120 mm che durante i nostri test si è rivelata molto silenziosa.

Diamo ora un'occhiata ai dati di targa della PSU.

Innanzitutto, balza subito all'occhio una cosa: sommando la potenza massima erogabile sulle varie linee ci accorgiamo che il risultato è inferiore a 650W, il quale risulta essere dunque un valore di picco; realisticamente, l'alimentatore è in grado di erogare continuativamente circa 560W. Come si vede, sono presenti due linee da 12v (le più stressate nei moderni personal computer), ciascuna delle quali è in grado di erogare al massimo 20A. Si tratta tuttavia anche in questo caso di valori teorici, poiché le due linee non possono essere saturate contemporaneamente, visto che la PSU è in grado di erogare un massimo di 410W sui 12v, pari a circa 34A. Si tratta dunque di linee non additive; vedremo in seguito se ciò può costituire un problema nell'uso quotidiano dell'alimentatore targato Rasurbo. Per quanto concerne i 3.3v e 5v, anche in questo caso si tratta di linee non additive; la potenza massima erogabile è pari a 172W complessivamente, un valore molto elevato.


Il produttore, al fine di contenere i costi di produzione e le dimensioni della PSU, ha optato per un design non modulare: tutti i cavi sono dunque saldati direttamente al PCB dell'unità. Notiamo inoltre che soltanto i cavi 20+4 pin e i due PCIe 6 pin sono ricoperti da una guaina nera, mentre tutti gli altri ne sono sprovvisti; fra questi rientra anche, curiosamente, il 4+4 pin diretto alla motherboard. Oltre ai già citati connettori ATX e PCIe, Rasurbo PGaminX & Power offre 6 molex, 4 S-ata e un floppy, raggruppati su tre distinti cavi; il primo integra due S-ata, il secondo tre molex e un floppy mentre il terzo, lunghissimo, ben tre molex e due S-ata. In questo modo non dovrebbe essere difficile raggiungere anche le periferiche più remote, quali ventole, pompe per il liquid cooling o pannelli multifunzione. Andiamo dunque a valutare la lunghezza dei cavi, parametro molto importante in un'unità con cablaggi non modulari. Cavi troppo lunghi (che, ricordiamo, non possono essere sconnessi dall'unità) sarebbero soltanto d'impiccio, mentre cavi troppo corti potrebbero causare più di un grattacapo in fase di assemblaggio del nostro personal computer. Nella tabella seguente sono riassunti i dati principali circa le connessioni offerte dalla PSU. Nella prima colonna ho riportato la tipologia di connessione; nel caso, ad esempio, di molex1-2-3/FDD si tratta di un cavo che, nell'ordine, presenta le connessioni molex, molex, molex e floppy. Nella colonna "lunghezza" ho inserito le lunghezze di ciascun segmento di cavo; avremo pertanto PSU -> molex1 = 35 cm., molex1 -> molex2 = 10 cm. e via di seguito; per "lunghezza totale" si intende la lunghezza totale del cavo, dalla Psu all'ultimo connettore presente.

Connettore Lunghezza Lunghezza totale
24 pin (20+4) 35 cm 35 cm
8 pin (4+4) 35 cm 35 cm
PCIe/PCIe 35/10 cm 45 cm
S-ata1-2 40/10 cm 50 cm
Molex1-2-3/FDD 35/10/10/10 cm 65 cm
Molex1-2-3/ S-ata1-2 35/10/10/10/10 cm 75 cm

In seguito ai test svolti con questo alimentatore, possiamo dire che emergono due differenti situazioni: da un lato, i cavi che alimentano le periferiche (molex, S-ata e FDD) sono in grado di raggiungere anche gli angoli più remoti del case. Vice versa, i cavi 24 pin, 8 pin e i due PCIe sono abbastanza corti: confesso che con il mio banchetto da test ho avuto alcune difficoltà a connettere entrambi i cavi di alimentazione della motherboard. Inoltre, i due connettori PCIe si trovano sullo stesso cavo e a distanza ravvicinata (10 cm circa l'uno dall'altro), il che mi ha costretto ad una fastidiosa contorsione per fissarli entrambi alla mia HD4870 prima di sentire l'agognato "click". I

Il consiglio è di fare bene i conti prima di acquistare l'unità: potreste infatti avere problemi se possedete un case tower dalle dimensioni generose, se utilizzate una configurazione open space (all'aria aperta su un banchetto) oppure se il vostro case presenta l'alloggiamento per la PSU in una posizione non standard (sul fondo dello chassis ad esempio).



La configurazione utilizzata nei test è la seguente:

  • Q6660 G0 vid 1.325;
  • Asus Commando;
  • Supertalent PC6400, 2x2Gb,chip D9GMH;
  • Gainward HD4870 Golden Sample;
  • Maxtor 80Gb S-ata.

Sono stati ricreati i seguenti scenari di utilizzo:

  • scenario "default", CPU a default (266 MHz. FSB, moltiplicatore 9x), voltaggio impostato su "auto", vga overclock 775/4000;
  • scenario "overclock - daily": CPU a 3200 MHz, 400 MHz FSB (moltiplicatore 9x), voltaggio impostato su "1.47" (1,405 rilevato con tester direttamente sulla mobo), vga overclock 775/4000.

Ci siamo serviti dei seguenti software per stressare CPU e vga:

  • Prime95 25.4;
  • Furmark 1.4.0.

Questi gli strumenti dei quali ci siamo avvalsi per effettuare le rilevazioni:

  • multimetro Digitale DT9205A;
  • misuratore di potenza Lafayette PC-300.

Le rilevazioni eseguite su ciascuna linea (12v, 5v e 3.3v) sono state riassunte in due grafici. Nel primo è possibile vedere l'andamento dei valori minimi, massimi e medi per ogni linea al variare della condizione di utilizzo; questo grafico è utile per comprendere le oscillazioni nell'erogazione durante lo svolgimento del test. Il secondo grafico riporta soltanto l'andamento del valore medio per ciascuna linea durante l'intera suite di test, ed è utile per farsi di un'idea di quanto l'unità sia stressata nelle vari condizioni di test.

12v

I risultati sulle linee 12v meritano alcune considerazioni; innanzitutto, i voltaggi si sono mantenuti sempre al di sotto del valore nominale 12v, sebbene ampiamente all'interno delle specifiche ATX (minimo 11,6v). L'alimentatore sembra soffrire le situazioni in cui sia la vga che la CPU sono caricate al 100% in contemporanea (secondo grafico), a prescindere che il sistema giri a default o in overclock. Si noti che comunque i voltaggi, sebbene lievemente bassi, sono comunque rimasti sempre stabili (primo grafico); la gamma dei valori (massimo-minimo) è sempre infatti inferiore a 0,03v. Durante i nostri test abbiamo utilizzato i software Prime95 e Furmark, in grado di stressare il pc in modo più intenso di quanto potrebbe accadere in situazioni di uso comune, e in ogni circostanza l'alimentatore non ha dimostrato alcuna incertezza.


5v

3.3v

La situazione è ben diversa per quanto concerne le linee 3.3 e 5v, che si sono dimostrate stabili nell'erogare voltaggi sempre al di sopra dei valori nominali.

Power Factor

Bassi i valori di power factor, al di sotto della sufficienza; per power factor si intende il cosφ, ovvero il coseno dell'angolo φ di sfasamento tra la corrente e la tensione in un sistema elettrico in corrente alternata. Il cosφ è anche definito fattore di potenza (power factor, appunto) in quanto equivale al rapporto tra la potenza attiva (P) e la potenza apparente (S). Un cosφ di valore unitario significa che la potenza apparente corrisponde alla potenza attiva e la potenza reattiva è nulla. Poiché la potenza reattiva è sempre indesiderata, il valore di cosφ è tanto più indesiderato quanto più si discosta da uno. In altri termini, il valore del power factor è "peggiore" tanto più si discosta (è inferiore) da 1. Ricordiamo che, a titolo d'esempio, lo standard 80+ prevede valori di power factor maggiori o uguali a .90.


Siamo giunti al momento di trarre le conclusioni del nostro lavoro. Innanzitutto, occorre dire che GaminX & Power GAP656 è disponibile in Italia ad un prezzo concorrenziale di circa 65€. L'unità è in grado di offrire prestazioni adeguate, ottima silenziosità di esercizio e stabilità nell'erogazione dei voltaggi, il tutto abbinato a dimensioni compatte. Dovendo citare i lati negativi del prodotto, dobbiamo menzionare i valori bassi sui 12v in condizioni di carico pesante, la scarsa lunghezza dei cavi ATX e i valori troppo bassi di power factor. Da qui, a nostro avviso, Rasurbo potrà trarre ispirazione per migliorare nelle prossime revisioni di questo progetto. Ci sentiamo dunque di consigliare l'acquisto di questa unità a chi si accinge ad assemblare un pc compatto e silenzioso (anche con vocazione home theater) ma che strizza l'occhio al gaming, dotato dunque di una singola vga (non multi gpu) di ultima generazione.


I pro di GaminX & Power GAP656:

  • prezzo vantaggioso;
  • compatto e silenzioso;
  • molti connettori.

I contro:

  • basso power factor;
  • cavi ATX e PCIe un po' corti.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 31 Dicembre 2008 13:56  

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